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Nel tombac, fornito alla macchina in matasse, automaticamente trascinato dentro, raddrizzato, attraverso il passaggio in un gruppo di rotelle, vengono creati su di esso, tramite frese, due canali sopra ed uno sotto. Un getto di aria rimuove ogni eventuale impurità.
Allo stesso tempo, nel lato opposto, la macchina trascina la lastra di oro o altro metallo e la avvolge intorno al tombac aggraffandola nei canali superiori, inserendo in quello inferiore il filo di saldatura. Durante l’uscita, una trafila a rotelle conferisce alla canna la forma quadra, in modo da semplificare i successivi processi di laminazione ottimizzando la qualità del prodotto finale.
Operando così la macchina riduce il lavoro dell’operatore al semplice e rapido inserimento della lastra in un’apposita guida ad avvio lavoro. La presenza, inoltre di due frese ad inserti in widia intercambiabili conferiscono alla macchina la capacità di lavorare non solo con tombac ma anche materiali come ferro ed alluminio, ad elevata velocità e maggior resistenza all’usura.
Altra qualità della macchina risiede nell’assenza di scarti e nell’opportunità di lavorare con lastre di qualsiasi lunghezza e spessore.
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